TEATRO DAL VERME
La stagione
Musica da Camera 

Le domeniche dei Pomeriggi



Una mattina con Beethoven, con intermezzo mozartiano
Beethoven Sestetto per fiati in Mi bemolle maggiore op. 71
Mozart Duetti per oboe
Beethoven Ottetto per fiati in Mi bemolle maggiore op. 103

Ensemble di fiati dei Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Sestetto per fiati in Mi bemolle Maggiore op. 71

Adagio

Allegro

Adagio

Menuetto quasi allegretto

Rondò. Allegro


Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Duetti per oboe

 

Ludwig van Beethoven

Ottetto per fiati in Mi bemolle Maggiore op. 103

Allegro

Andante

Minuetto

Finale: Presto


Note a margine Renato Meucci


Nel 1781 il nuovo imperatore Giuseppe II diede avvio a una consuetudine che divenne in breve una moda presso l’alta aristocrazia: quella di sovvenzionare una Harmonie, un complesso strumentale composto in prevalenza da strumenti a fiato destinato a esibirsi all’aperto in varie occasioni, e in particolare nelle serate estive davanti al palazzo di corte (Vienna fu evidentemente il centro di questa moda).

Un esempio del repertorio riservato a tale complesso è il Sestetto op. 71 per 2 clarinetti, 2 corni, 2 fagotti. Una composizione di circostanza evidentemente, nella quale potreste anche faticare a riconoscere il genio beethoveniano. In effetti, nonostante un numero d’opera che corrisponde agli anni ‘10 esso era stato parzialmente scritto molto prima, nel 1796 (I e II movimento), e poi completato e dato alle stampe appunto nel 1810. Gli editori bussavano alla porta del celebre compositore e lui non mancava di provvederli di quanto poteva, anche di musica scritta in tutt’altro momento e condizione. Ma si tratta in definitiva di un godibilissimo repertorio da intrattenimento.

Sempre all’intrattenimento leggero è destinato l’intermezzo mozartiano che, seppur eseguito qui da due oboi, è in realtà destinato ai corni. E qui mi piacerebbe intrattenervi sul vasto repertorio che questo singolare duo acquisì nell’ultimo Settecento, ma finirei per parlarvi dei corni, non degli oboi. Dunque godiamoci semplicemente questi brani, in una insolita abbinata strumentale.

Ed eccoci quindi a un altro esempio del repertorio beethoveniano destinato allo stesso complesso sopra ricordato, ma con l’aggiunta appunto dei due oboi. Anch’esso fu composto da un Beethoven ancora giovane, prima del suo trasferimento nel 1792 da Bonn, dove aveva conseguito fama di ottimo pianista, alla capitale Vienna, dove ottenne in breve un enorme successo anche e soprattutto come compositore.




NOTE


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