TEATRO DAL VERME
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

73ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali



Direttore Benjamin Bayl 

Oboe Andrea De Francesco

Clarinetto Marco Giani

Corno Alessandro Mauri

Fagotto Sarah Ruiz

Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

 

Ralph Vaughan Williams (1872-1958)

Fantasia sopra un tema di Thomas Tallis

 

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per fiati e orchestra K 297b

Allegro

Adagio

Andantino con variazioni

 

* * *

 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60

Adagio - Allegro vivace

Adagio

Allegro vivace

Allegro ma non troppo

 

 

Note di sala a cura di Guido Barbieri

 

Quando nel 1910 Ralph Vaughan Williams riceve una commissione dal Three Choir Festival di Glyndebourne compie prima di tutto un gesto di grande valore simbolico: decide di rivolgersi ad un repertorio che, per quanto paradossale possa sembrare, solo allora, in Inghilterra, stava uscendo da un oblio secolare: l’innodia sacra dell’epoca Tudor. E sceglie dunque, come “musica data”, uno dei nove salmi che Thomas Tallis aveva composto nel 1567 per l’Arcivescovo Matthew Parker. In questo modo il compositore dà un taglio netto alla dipendenza della musica inglese da quella tedesca e segna la rinascita di un idioma tipicamente “nazionale”. Molto ingegnoso il trattamento dell’orchestra, limitata ai soli archi. L’organico viene diviso in tre gruppi strumentali: il primo è un ensemble di nove elementi, il secondo è formato dalle prime parti del gruppo, il terzo è un quartetto d’archi. In questo modo l’insieme strumentale riproduce i tre registri di un grande organo immaginario. Una disposizione non casuale, né arbitraria: la struttura della Fantasia on a Theme by Thomas Tallis è infatti quella della Fantasia di epoca elisabettiana: la melodia principale viene elaborata polifonicamente ed esposta per tre volte. La seconda esposizione contiene una delle più originali invenzioni del compitore inglese: un dialogo tra violino e viola di trasparentissima cantabilità.

Anche la Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore K 297b di Wolfgang Amadeus Mozart presenta una disposizione strumentale atipica e originale.  L’opera nasce nel 1778 dalla richiesta di quattro solisti dell’Orchestra di Mannheim (il flautista Wendling, l'oboista Ramm, il fagottista Ritter e il cornista Stich) che intendono esibirsi ai famosi Concerts Spirituels di Parigi. Mozart – che si trova in Francia – acconsente e porta termine il lavoro in soli quindici giorni Mozart: il pezzo però (che non ha ancora il titolo di Sinfonia) non viene eseguito e il manoscritto scompare. Riemerge solo molti anni dopo, decisamente cambiato, con il clarinetto che sostituisce il flauto. L’ipotesi è che Mozart l’abbia ricostruito a memoria sostituendo uno strumento che mal sopportava con un altro invece che amava moltissimo. Comunque stiano le cose è chiaro che l’architettura del brano ricorda più il concerto grosso di epoca barocca che la sinfonia classica. I movimenti sono solamente tre e non rispondono alla logica formale della sinfonia: solo il movimento inziale è tipicamente sonatistico, l’Adagio centrale ha il tono solenne e grave delle future musiche massoniche, mentre il finale è in forma di tema con variazioni. L’ascendenza “barocca” della “Concertante” è confermata dal fatto che gli strumenti concertanti che non vengono trattati quasi mai come solisti indipendenti l’uno dall’altro, ma come una sorta di concertino in cui prevalgono la fusione e l’equilibrio tra le quattro voci strumentali. Non è un caso che la Sinfonia concertante riceva questa denominazione, decisamente spuria, soltanto nel 1928.

Schumann per una volta ha torto: la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig van Beethoven, nata nel 1807, non è affatto “una slanciata fanciulla greca tra due giganti nordici”. Non è insomma - al contrario di quanto si è spesso sostenuto – una parentesi giocosa, una transizione lieta, tra il colosso dell’Eroica e la profonda meditazione “filosofica” della Quinta. Le circostanze è vero, hanno nutrito l’equivoco. Beethoven riceve la proposta di scrivere una nuova sinfonia dal Conte von Oppersdorf, un mecenate d’altri tempi, e spesso si è favoleggiato del suo momentaneo stato di felicità a causa dell’amore, che sembrava corrisposto, per Teresa von Brunswick. Ma questa è soltanto la buccia esteriore: la polpa della Quarta è ricca di sorprese. Le novità più eclatanti non vengono tanto dall’architettura formale – decisamente convenzionale – e nemmeno dall’elaborazione tematica che non si discosta dagli schemi sonatistici, quanto dalla scrittura timbrica e dalle figurazioni ritmiche. Le contrapposizioni archi/fiati e il rilevo dei legni nell’Adagio-Allegro iniziale, il costante metro giambico dell’Andante, la figurazione ternaria del Minuetto che si contrappone a quella binaria del Trio, l’aggressività ritmica gli “umoristici” contrasti dinamici del Finale: tutto questo fa di questa sinfonia un banco di prova, un avvincente luogo di sperimentazione lungo l’itinerario della costante progressione stilistica di Beethoven. Ciò non le impedisce, naturalmente di avvicinarsi al carattere privato del “divertissement”, rimanendo invece lontana dal carattere pubblico, e maggiormente “impegnato”, della sinfonia “da concerto”.

 

Benjamin Bayl
Direttore d' orchestra

 

Benjamin Bayl è un giovane direttore d’orchestra che si divide con successo tra repertorio moderno e antico. La sua perizia ed eleganza nel dirigere sia ensemble di strumenti originali sia compagini moderne lo hanno portato a collaborare con la Symfoniorkester Norrlandsoperan, l’Orquesta Sinfónica del Principado de Asturias, la Hanover Band e la Aalborg Symfoniorkester, che lo hanno invitato nuovamente per le prossime stagioni. Di recente ha debuttato in concerto all’Opéra National de Lorraine, alla Royal Philharmonic Orchestra ed è stato invitato a dirigere l’Orchestra Filarmonica della Malesia, l’Orchestra Barocca di Wroclaw, la Sønderjyllands Symfoniorkester e la Gävle Symfoniorkester. Nato a Sidney nel 1978, Benjamin Bayl ha studiato organo al King’s College di Cambridge. Ha inoltre studiato alla Guildhall School of Music & Drama, National Opera Studio, Schola Cantorum di Basilea ed alla Royal Academy of Music a Londra con Colin Metters, Sir Colin Davis e George Hurst grazie alla borsa di studio “Sir Charles Mackerras”. Ha fondato e dirige l’ensemble The Saraband Consort, con cui ha debuttato alla Wigmore Hall ed ha partecipato a numerosi festival tra cui “Martes Musicales” a Vitoria- Gasteiz (Spagna) e “Aste Nagusia” a Bilbao. Altre compagini con cui collabora regolarmente sono Concerto Copenhagen, Monteverdi Choir, English Baroque Soloists, The Sixteen, Gabrieli Consort, Staatskapelle Halle, His Majesties Sagbutts & Cornetts e The English Concert. Benjamin Bayl è stato assistente di Iván Fischer alla Budapest Festival Orchestra, assistente direttore artistico di Paul McCreesh e del Gabrieli Consort, che ha diretto a Londra e Roma, ha collaborato con Daniel Harding e Yannick Nézet-Séguin alla Mahler Chamber Orchestra e con Emmanuelle Haïm e Le concert d’Astrée all’Opéra National de Paris. Ha lavorato come direttore di coro ed assistente direttore d’orchestra, sviluppando collaborazioni con importanti teatri d’opera in particolare a Madrid, Barcellona, Valencia, Parigi, Strasburgo, Copenaghen, Londra e Sidney ed importanti direttori d’orchestra tra cui Maazel, Gardiner, Bolton, Bicket e Hickox in un vasto repertorio che include opere di Monteverdi, Händel, Mozart, Bizet e Verdi. Ha collaborato con il rinomato regista danese Kasper Holten nella realizzazione di un film basato su Don Giovanni. Ha inoltre diretto Sogno di una notte di mezza estate di Britten alla Queen Elizabeth Hall con la British Youth Opera. Nell’ambito del repertorio contemporaneo, Bayl ha inciso per Signum Classics opere di Hindemith con la Britten Sinfonia, album che è stato recensito con cinque stelle dal BBC Music Magazine. Ha inoltre diretto la prima esecuzione europea di Lament for Jerusalem di Sir John Tavener con l’Orchestra of the City ed opere di Einojuhani Rautavaara, Elliott Carter, Judith Weir e Jonathan Dove. In ambito operistico ha debuttato all’Opera Australia ad Orlando e con la English Touring Opera in un’edizione dell’Ariodante particolarmente apprezzata dalla critica. Ha diretto Dido & Aeneas a Split ed al Summer Festival di Zagabria, Il giudizio di Paride di Arne alla Wigmore Hall di Londra ed Il parnaso confuso di Gluck al South Bank Centre di Londra, entrambi le produzioni con la Bambton Classical Opera. Ha inoltre diretto la Brockes-Passion di Handel al Wratislavia Festival in Polonia. In seguito al successo de L’incoronazione di Poppea per il Københavns Musikteater, il giovane direttore australiano è tornato nel 2013 per dirigervi Gli amori d’Apollo e di Dafne di Cavalli, è stato quindi applaudito in Agrippina all’Opera di Oviedo e in The Fairy Queen di Purcell con l’Akademie für Alte Musik di Berlino, in una versione del compositore Helmut Oehring co- diretta con Michael Boder alla Staatsoper Berlin nella stagione 2012/2013. Tra gli impegni passati ricordiamo: Gli amori di Apollo e Dafne di Cavalli (Københavns Musikteater), Don Giovanni (Royal Danish Opera & Concerto Copenhagen), Così fan tutte (Den Jyske Opera), St. Matthew Passion (Norrlandsoperan), Così fan tutte ad Aarhus; Messiah con la Aalborg Symphony Orchestra; Le nozze di Figaro con la NorrlandsOperan in Svezia; Semele a Colonia oltre ai debutti con l'Orchestra Sinfonica di Sassari, Leopoldinium Chamber Orchestra e l'Orchestra Haydn di Bolzano e numerosi concerti con The Hanover Band, Wroclaw Baroque Orchestra, Warsaw Chamber Opera, Aalborg Symphony Orchestra, solo per citarne alcuni. Più recentemente è stato impegnato ne L’Orfeo di Monteverdi a Monaco di Baviera; Le Nozze di Figaro ad Oviedo; Fatima, oder von den mutigen Kindern a Vienna (debut alla Wiener Staatsoper); La clemenza di Tito a Varsavia; Il matrimonio segreto ad Amsterdam (Dutch National Opera); Concerti Brandeburghesi di Bach con la Hong Kong Philharmonic Orchestra; concerto con Akamus e Collegium Vocale Gent ad Amsterdam (Concertgebouw); Pygmalion di Benda con la Warsaw Chamber Opera; Idomeneo di Mozart ad Anversa e Gent (Vlaamse Opera) e The fairy Queen di Purcell a Budapest e inoltre in una serie di concerti con The Hanover Band, Wroclaw Baroque Orchestra e altri. Con l’Ensemble Odissea ha partecipato ai festival handeliani di Londra e Göttingen e al Festival Wratislavia Cantans in Polonia. Prossimamente sarà impegnato in concerto: con la Bochum Symphoniker a Bochum; al Varsavia Mozart Festival; a Wroclaw con il Polish National Youth Choir; a Milano con l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali; a Oviedo con l’Orquesta Sinfónica del Principado de Asturias; a Bolzano con l’Orchestra Haydn e a Singapore nei Concerti Brandeburghesi di Bach con la Malaysian Philarmonic.

 

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali

 

27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokov’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.



Teatro Dal Verme Web Site 2018 All Rights Reserved | COOKIE | CREDITS