TEATRO DAL VERME
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

74ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali Ritratti d'Autore



Direttore: Helmut Imig

Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Charlie Chaplin (1889-1977)

La febbre dell'oro

 

Proiezione del film con esecuzione

dal vivo della colonna sonora

originale di Charlie Chaplin

 

Note di sala a cura di Gaia Varon

 

Il malinconico, esile vagabondo in bombetta, bastone e scarpe troppo grosse, che affronta una vita di guai come un campione di resilienza, con sguardo triste ma insieme sorridente, il personaggio cioè che per noi è semplicemente Charlie Chaplin, apparve per la prima volta sullo schermo nel 1914, in un cortometraggio di pochi minuti, e ci rimase attraverso film diventati celebri fino al 1936 (Tempi moderni). Chaplin non fu però solo l’attore di quel personaggio, ma un autore che controllava completamente la propria arte: dei suoi film era produttore, sceneggiatore, attore protagonista, regista, montatore e, incredibilmente, anche, almeno in parte, autore delle colonne sonore.

 

Non aveva alle spalle una formazione musicale tradizionale, ma da bambino prodigio, nella Londra dei primissimi anni del Novecento, calcava già le scene del varietà, un mondo ricchissimo di musica che il giovane Chaplin assorbiva come una spugna; non imparò mai a leggere la musica, ma si comprò un violino e un violoncello, facendosi dare lezioni dai musicisti dei teatri in cui si trovava a lavorare e per tutta la vita suonò abilmente, e con buone doti di improvvisatore, il pianoforte. Non per nulla quando nei suoi film incrocia la musica, quando, per esempio, suona il violino nel Vagabondo, è perfettamente credibile; è la stessa capacità di appropriarsi mimicamente di ogni forma di spettacolo che incontra, grazie alla quale nei film all’improvviso si lancia nella danza classica sbalordendo non solo il pubblico, ma anche i suoi oppositori, ai quali così riesce a sfuggire.

 

Nel varietà la musica arrivava dai generi più diversi: dalle canzoni all’opera, da valzer e polche al pianismo ottocentesco, tutto serviva ad accompagnare ciò che accadeva sulla scena; la stessa pragmatica libertà nella scelta del repertorio era la norma nel cinema delle origini, che poteva avvalersi, a seconda dei mezzi a disposizione della sala, di orchestre o piccoli ensemble o anche semplicemente di un solo strumentista all’organo o al pianoforte. Spesso, dunque, a scegliere le musiche erano coloro che si trovavano a suonarle, pescando dal proprio repertorio o da raccolte apposite, e uno stesso film poteva avere a ogni proiezione una colonna sonora diversa, un risultato che progressivamente registi e produttori cercarono di evitare distribuendo con la pellicola anche una lista dei brani da usare per l’accompagnamento. Sia per l’esperienza sia per la sensibilità autorale, Chaplin era ben consapevole di quanto una musica appropriata possa contribuire all’efficacia di un film, o, viceversa, diminuirla se inadatta, e per tutte le prime importanti sovrintese sempre di persona alle scelte delle musiche.

 

Nel 1928, quando iniziò a lavorare a Luci della città, non poteva sapere ancora che l’accompagnamento musicale dal vivo sarebbe stato soppiantato dall’avvento del sonoro, ma quando, due anni più tardi, terminò riprese e montaggio, il cambiamento era già avvenuto e il cinema muto aveva perso l’interesse del pubblico. Chaplin si trovò di fronte a un dilemma: dare voce al suo personaggio? Decise di no, lasciò il film senza dialoghi, ma preparò lui stesso, in stretta collaborazione con gli arrangiatori, una colonna sonora di effetti sonori registrati e musiche splendide. Ora era anche autore del suono dei suoi film.

 

La febbre dell’oro risale al 1925. Alla prima proiezione fu accompagnata da una partitura compilata da uno dei migliori direttori musicali del cinema muto, Carli D. Elinor, eseguita dall’orchestra del Grauman Egyptian Theatre guidata da Gino Severi, con Julius J. Johnson alla tastiera del potente organo della sala; per la successiva programmazione regolare, nello stesso cinema, fu tuttavia usata una diversa partitura, anche questa una compilazione di musiche preesistenti di generi diversi, di Carl Minor. Chaplin compose due canzoni, Sing a song e With You Dear in Bombay, dirigendone lui stesso, alla guida dell’orchestra di Abe Lyman, la registrazione e mettendo in vendita i dischi nei cinema in cui La febbre dell’oro veniva proiettato; e un’altra partitura ancora, che pescava anche nella musica tradizionale irlandese, accompagnò la programmazione del film in Gran Bretagna.

 

Non si sa con certezza perché nel 1942 Chaplin abbia ripreso La febbre dell’oro; probabilmente aveva necessità di disporre rapidamente di un film da presentare e decise di rimontare il vecchio successo del 1925, creando, in collaborazione con l’allora ben noto musicista Max Terr, una nuova colonna sonora che includeva una narrazione scritta e letta da lui (ma fu Terr ad avere una nomination all’Oscar nel 1943 per la colonna sonora della Febbre dell’oro). È in questa versione che oggi il film è soprattutto conosciuto, con musiche che spaziano da Wagner, col Tannhäuser a evocare la fame e L’anello del Nibelungo per l’oro, a Rimskij-Korsakov, con Il volo del calabrone, al valzer della Bella addormentata di Čajkovskij che interviene più volte.


M° Helmut Imig

Direttore d'orchestra


Nato a Bonn, Helmut Imig ha studiato direzione d’orchestra e pianoforte alla Musikhochschule di Colonia e musicologia a l’Universität da Bonn con: Wolfgang von der Nahmer, Igor Markevich, Pierre Dervaux, Franco Ferrara, Annie D’Arco, Hans-Otto Schmidt e Bernd Alois Zimmermann. Ha concluso i suoi studi con il Primo Premio dell’Ecole Normale de Musique parigina. E stato primo Kapellmeister a Osnabrück, Bremen, Monaco di Baviera, e con la Filarmonia di Essen. Come direttore ospite è stato alla guida di numerose orchestre europee di rilievo. Dal 1985 Helmut Imig lavora come free lance portando a termine registrazioni radiofoniche ad Amburgo, Colonia, Monaco, Lugano e Lubiana, specializzandosi negli ultimi 20 anni, sulla musica per film muti. Imig ha composto musica originale nello stile del tempo, ad esempio per i film di Ernst Lubitsch Lady Windermere’s Fan e So this is Paris. Con Deutsches Filmorchester Babelsberg, che dirige spesso anche in esecuzioni pubbliche, ha realizzato il DVD della musica di Wolfgang Zeller per l’opera di Lotte Reiniger Le avventure del Principe Achmed per la ZDF, e la riscrittura della musica di Edmund Meisel per La corazzata Potemkin per la Berlinale 2005. Con le proprie trascrizioni di musiche originali di Saint-Saëns, Mascagni, Hindemith, Meisel, Šostakovič e altri, Helmut Imig é stato invitato in Italia, Austria, Slovenia, Ungheria, Messico, Brasile, Nuova Zelanda, Gran Britannia, Belgia, Francia, Bolivia e nei Paesi Bassi, Inghilterra e Stati Uniti.


Orchestra I Pomeriggi Musicali

 

27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokov’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di  Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.

 


 



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