TEATRO DAL VERME
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

73ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali



Direttore: Helmut Imig
Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Charlie Chaplin (1889-1977)

The Circus

 

Proiezione del film con esecuzione

dal vivo della colonna sonora

originale di Charlie Chaplin

 

Note di sala a cura di Guido Barbieri

 

Charlie Chaplin non sapeva leggere la musica, e nemmeno scriverla. Ma ce l’aveva dentro, nel corpo e nelle mente. Una specie di “musica costante” che detta innanzitutto il ritmo, il movimento dei suoi gesti (quel passo ondeggiante, fluido, sempre un po’ “fuori tempo”), ma anche la tecnica di montaggio: in tutti suoi film, ad esempio, i rapporti di durata tra le singole sequenze sembrano davvero rispondere ad una sotterranea, ma limpida logica musicale. La colonna sonora è in fondo la manifestazione secondaria, anche se imprescindibile, di questa intima, profonda musicalità. Un esempio particolarmente rivelatore è, da questo punto di vista, uno dei film meno fortunati di Chaplin, l’unico a non essere nemmeno citato (capiremo tra poco perché) nella sua autobiografia: The Circus, proiettato la prima volta allo Strand Theatre di New York il 6 gennaio del 1928. Le riprese vengono funestate da mille incidenti: dopo il primo mese di lavoro, nel gennaio del 1926, si scopre che i negativi sono graffiati e del tutto irrecuperabili. Si inizia a girare da capo, ma Chaplin non è soddisfatto delle nuove scene. In settembre i “Charlie Chaplin Studios” vengono semidistrutti da un violento incendio che mette fuori uso scene, costumi e macchine da presa. Un nuovo stop. Come se non bastasse, proprio in questi mesi il regista divorzia dalla seconda moglie, Lita Grey, e viene colpito dalla notizia della morte della madre. Comprensibile che, nonostante un buon successo commerciale, Chaplin abbia voluto “dimenticare” per molti anni una pellicola associata a pessimi ricordi. Si riavvicina alla sua creatura soltanto quarant’anni dopo, nel 1967, quando decide di rimettere il film sul mercato, e di scrivere, per l’occasione, una colonna sonora nuova di zecca. Il frutto più prezioso lo cogliamo all’inizio, mentre scorrono i credits, e vediamo una ragazza in pantaloni che si dondola dolcemente su due anelli. Attacca una canzone semplice e cullante, “Swing Little Girl” cantata da una voce delicata, ma un po’ incerta: è la voce di Chaplin che a 79 anni vuole lasciare un segno, o forse soltanto fare pace con il suo film meno amato. Gli altri dodici numeri della nuova colonna sonora sono il diagramma preciso, fedele, degli eventi narrativi. Il plot del film è semplice e lineare: inseguito dalla polizia per un furto che non ha commesso A Tramp (il Vagabondo) finisce per caso sulla pista di un circo un po’ malandato in cui il pubblico, di fronte ai soliti numeri di clowns e acrobati, si sta annoiando mortalmente. L’ingresso di Charlot, che in realtà vuole solo liberarsi dei suoi inseguitori, provoca l’entusiasmo e le risate incontenibili degli spettatori. Il burbero proprietario del circo – che sta lottando per evitare il fallimento – lo scrittura nella speranza di salvare il suo circo. L’arrivo di Charlot – che nel frattempo si è teneramente innamorato di Merna, la figlia del proprietario - cambia le cose: il suo numero ha un gran successo e il circo è salvo. The Tramp spera già nel matrimonio, ma all’improvviso arriva un nuovo artista: Rex, un giovane e aitante equilibrista. E tra lui e la ragazza scoppia il colpo di fulmine. Superato il primo, violento attacco di gelosia Charlot, per il bene del circo, spinge la coppia a sposarsi e a partire insieme alla carovana. Lui però non li seguirà: si allontanerà come sempre verso l’orizzonte facendo roteare in aria il suo bastone.

Le idee musicali di Chaplin – trasformate in timbri e colori da Lambert Williamson e Eric James - non sono quasi mai la semplice illustrazione di ogni singola situazione drammatica: in alcuni casi si limitano al “pezzo di carattere” come nel primo numero, “The Struggling Circus” che ci accompagna dentro l’atmosfera del circo. In altri – come durante l’inseguimento dei poliziotti in “Around the Side Show” – l’invenzione melodica lascia il posto al puro martellamento ritmico delle percussioni. Ma nei casi più felici -come ad esempio nell’incontro con Merna o nel Finale “The Circus Leaves Town”, quando Charlot si congeda dal circo – la musica esprime i pensieri profondi dei personaggi, quelli che non possono essere espressi né dai volti, né dalle parole. Quella musica “interiore” che abita da sempre anche nella testa e nel cuore di The Little Tramp

 

M° Helmut Imig
Direttore d' orchestra

 

Nato a Bonn, Helmut Imig ha studiato direzione d’orchestra e pianoforte alla Musikhochschule di Colonia e musicologia a l´Universität di Bonn con: Wolfgang von der Nahmer, Igor Markevich, Pierre Dervaux, Franco Ferrara, Annie D’Arco, Hans-Otto Schmidt e Bernd Alois Zimmermann. Ha concluso i suoi studi con il Primo Premio dell’Ecole Normale de Musique parigina. È stato primo Kapellmeister a Osnabrück, Bremen, Monaco di Baviera, e con la Filarmonia di Essen. Come direttore ospite è stato alla guida di numerose orchestre europee di rilievo. Dal 1985 Helmut Imig lavora come free lance portando a termine registrazioni radiofoniche ad Amburgo, Colonia, Monaco, Lugano e Lubiana, specializzandosi negli ultimi 20 anni, sulla musica per film muti. Imig ha composto musica originale nello stile del tempo, ad esempio per i film di Ernst Lubitsch Lady Windermere’s Fan e So this is Paris. Con Deutsches Filmorchester Babelsberg, che dirige spesso anche in esecuzioni pubbliche, ha realizzato il DVD della musica di Wolfgang Zeller per l’opera di Lotte Reiniger Le avventure del Principe Achmed per la ZDF, e la riscrittura della musica di Edmund Meisel per La corazzata Potemkin per la Berlinale 2005. Con le proprie trascrizioni di musiche originali di Saint-Saëns, Mascagni, Hindemith, Meisel, Šostakovič e altri, Helmut Imig é stato invitato in Italia, Austria, Slovenia, Ungheria, Messico, Brasile, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Belgio, Francia, Bolivia e nei Paesi Bassi, Inghilterra e Stati Uniti.

 

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali

 

27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokov’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.





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