TEATRO DAL VERME
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

73ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali



Direttore: Alessandro Cadario
Violoncello: Daniel Müller-Schott
Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Robert Volkmann (1815-1883)

Concerto per violoncello e orchestra, in la minore, op. 33

 

Richard Strauss (1864-1949)

Romanza per violoncello e orchestra, in Fa maggiore, op. 75

Andante cantabile

 

* * *

 

Robert Schumann (1810-1856)

Sinfonia n. 3, “Renana”, in Mib maggiore, op. 97 “

Lebhaft

Scherzo: Sehr mäßig

Nicht schnell

Feierlich

Lebhaft

 

Note di sala a cura di Guido Barbieri

 

Le forme musicali sono a volte sfuggenti, ambigue, contradditorie: non si lasciano descrivere facilmente, né definire in modo univoco. Nella storia della musica occidentale si presenta spesso il caso di opere che possiedono una forma apparente e una forma nascosta, una forma dichiarata (nel titolo, nel sottotitolo, nell’edizione a stampa) e una forma implicita. Che si riesce a svelare soltanto con la lente d’ingrandimento di un’analisi non troppo superficiale. È il caso delle due pagine che aprono il concerto di questa sera, entrambe destinate al violoncello solista.

I due autori non potrebbero essere più lontani tra loro: Robert Volkmann rientra non per suo demerito (i venti della fortuna sono spesso ingiusti…) nella categoria dei “minori” dell’Ottocento: nasce a Lomatzsch, in Germania, nel 1815, studia composizione a Lipsia con un didatta eccellente come Carl Becker, e incontra Schumann che lo incoraggia a misurarsi con la scrittura. Nel 1841 si trasferisce però a Budapest, alla periferia dell’Impero, e trascorre la sua esistenza insegnando all’Accademia di Musica e scrivendo sonate per pianoforte, sinfonie, quartetti, lieder e musica sacra. Che non lo portano di sicuro al centro della vita musicale europea. La fortuna – come si sa - è stata al contrario assai generosa con Richard Strauss: di due generazioni più giovane rispetto a Volkmann, compositore di genio, dotato di un infallibile senso degli affari, sempre nel cuore dell’establishment musicale anche durante gli anni del nazismo, baciato da un talento esplosivo. Eppure nonostante la siderale distanza di tempo, luogo e fortuna il Concerto per violoncello e orchestra in la minore op. 33 e la Romanza per violoncello e orchestra in fa maggiore op. 75 presentano più di un’analogia. La prima è un’opera tarda che nasce tra il 1853 e il 1855, mentre la seconda è un’opera giovanile, composta nel 1883: dunque per paradosso le due creature sono abbastanza vicine nel tempo. Ma ciò che hanno davvero in comune è, appunto, la forma: una forma rapsodica, libera che, al di là delle definizioni di genere, è poco più di una cornice intorno al soggetto principale del dipinto: il violoncello e le sue infinite risorse concertanti.

Il Concerto di Volkmann, per cominciare – ecco un esempio di forma nascosta - non è affatto un concerto. Non è suddiviso nei tre canonici movimenti, né nelle quattro parti che la partitura lascia intravedere. Il suo disegno architettonico prevede in realtà un'unica campata, come accade nel poema sinfonico o, appunto, nella romanza. Si intravede, certo, in filigrana, il profilo della forma sonata: i due temi principali esposti dal solista, lo sviluppo annunciato dal dialogo tra il violoncello e i legni, la cadenza, la ripresa che riporta alla tonalità d’impianto. Ma il meccanismo sonatistico non è certo rigido e accademico, non più di quanto accada, ad esempio, nella Sonata in si minore di Liszt. E ad imporsi sulla forma è comunque, in ogni caso, la forza persuasiva del discorso solistico.

Anche la Romanza di Strauss – composta per violoncello e pianoforte e poi trascritta per orchestra da Hans Wihan, il primo esecutore – è articolata in un unico movimento: un “Andante cantabile” che dopo un incipit di sapore quasi liederistico lascia libero il violoncello, mantenuto sempre nel registro medio-acuto, di intonare una melopea a tratti brillante, ma mai vuotamente virtuosistica. E anche in questo caso il gesto concertante è più forte di qualsiasi schema formale.

Una profonda riflessione sulla forma e sul rapporto con il suo contenuto extra musicale si ritrova anche nella Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 “Renana” di Robert Schumann, anno di nascita 1850. Come spesso accade quando si profila, nel progetto compositivo, un programma descrittivo più o meno vincolante (esemplare il caso della “Pastorale” di Beethoven) i chiavistelli della forma-sinfonia saltano per aria. La “Renana” – che nelle intenzioni esplicite dell’autore vuole celebrare il mito germanico del fiume Reno - conferma la tendenza. A partire dalla suddivisione in cinque movimenti che richiama una tipica forma “ad arco”: i due movimenti estremi – entrambi costruiti in forma sonata abbreviata – non manifestano alcun intento descrittivo e sono entrambi dominati da un tema di grande slancio ritmico. L’Andante centrale è un semplice intermezzo in forma di lied che svolge il ruolo di collegamento tra il secondo e il quarto movimento, i quali contengono invece espliciti riferimenti di carattere extramusicale. Lo Scherzo, informa di tema con variazioni, evoca dichiaratamente una tradizionale “Mattinata sulle rive del Reno”, mentre il Maestoso – forse ispirato ad una cerimonia religiosa nel Duomo di Colonia – è basato su un tema unico che viene elaborato contrappuntisticamente secondo la “vecchia maniera” della scuola polifonica tedesca. Un’architettura del tutto anomala, dunque, per una sinfonia di metà Ottocento che richiama, oltre alla struttura della “Fantastica” di Berlioz, anche le future costruzioni formali di Gustav Mahler.

 

 

M° Alessandro Cadario
Direttore d' orchestra

 

Alessandro Cadario è nominato Direttore Ospite Principale dell’Orchestra de I Pomeriggi Musicali per le stagioni 2016/2017 e 2017/2018. Direttore d’orchestra dal gesto raffinato ed espressivo, si distingue per la presenza carismatica e le sue interpretazioni meditate e convincenti, sia nel repertorio sinfonico sia in quello operistico. Ha compiuto gli studi di Direzione d’orchestra con il massimo dei voti al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano perfezionandosi presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena con Gianluigi Gelmetti. Ha inoltre conseguito il Diploma di violino, la laurea in Direzione di coro e in Composizione, con lode. Dopo aver vinto il concorso internazionale di direzione d'orchestra Peter Maag, ha definitivamente attirato l'attenzione degli addetti ai lavori, nel 2014, in occasione del suo debutto alla Società del Quartetto di Milano e, nel 2015, con la direzione di Pollicino di Henze, al Maggio Musicale Fiorentino e con un concerto all’interno della stagione sinfonica del Teatro Petruzzelli di Bari, di cui è stata particolarmente apprezzata l'interpretazione rossiniana (Stabat Mater: con Cadario è un gran Rossini, titola la “Gazzetta del Mezzogiorno”). Sempre nel 2015, ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano in occasione del Festival delle Orchestre Internazionali. Ha diretto importanti orchestre, tra cui l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo, l’Orchestra Filarmonica della Fenice, l’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, l’Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari, il Concerto Budapest, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, l’Orchestra di Padova e del Veneto e la Sofia Festival Orchestra. Ha inoltre collaborato con solisti come Mario Brunello, Vittorio Grigolo, Alessandro Carbonare e Rainer Honeck. Nel 2016, Alessandro Cadario debutta con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna in occasione del concerto di gala del Concorso Internazionale di Composizione 2 agosto; con l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, in luglio, nella rassegna Summerwhere; al Festival MiTo SettembreMusica 2016 con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Dirige inoltre la City Chamber Orchestra di Hong Kong nella Grande Messa in do minore, K. 427 di Mozart, in occasione del suo debutto in Cina. Nella stagione 2016/2017 sono previsti il debutto alla Biennale Musica di Venezia, nel contesto del progetto Biennale College, il ritorno all’Opera di Tirana, con i Carmina Burana di Orff e, alla testa di FurturOrchestra, alla Società del Quartetto di Milano. Il primo dei concerti che dirigerà al Teatro Dal Verme alla testa dei Pomeriggi Musicali, il 20 e 22 ottobre 2016, nel corso della 72ª Stagione sinfonica La Tradizione del Nuovo (direttore artistico: M° Maurizio Salerno), sarà interamente dedicato a Prokof’ev, nel 125° anniversario della nascita. Il secondo appuntamento, del 12 e 14 gennaio 2017, inserito nel ciclo di esecuzioni sinfoniche beethoveniane, sarà dedicato alla Quarta sinfonia di Beethoven e completato dal Concerto per pianoforte n.2 di Saint-Saëns. Oltre al repertorio classico, Alessandro Cadario rivolge la sua attenzione alla musica contemporanea che interpreta con particolare dedizione, vista la sua duplice natura di direttore e compositore. Le sue composizioni sono state presentate in prima assoluta al Lincoln Center di New York, al Teatro dell'Opera di Darmstadt e al National Concert Hall di Taipei. Collabora alla preparazione di FuturOrchestra, Orchestra Giovanile Lombarda, e dell'Orchestra Nazionale del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili in Italia, un progetto fortemente voluto dal M° Claudio Abbado, cui Alessandro Cadario continua a rivolgere le energie di chi desidera fortemente contribuire alla formazione della futura generazione di musicisti.


 

 

Daniel Müller-Schott
Violoncello solista

 

Grazie alla sua tecnica brillante e autorevole, all'intelligenza e sensibilità, Daniel Müller-Schott si è internazionalmente affermato come uno dei maggiori violoncellisti. Muller-Schott suona con le migliori orchestre del mondo; in Europa con: la Academy of St Martin in the Fields, la Gewandhaus Orchestra di Lipsia, le orchestre della Radio di Berlino, Monaco, Francoforte, Stoccarda, Lipsia e Amburgo, l'Orchestre de Paris, la BBC Philharmonic; negli Stati Uniti con le orchestre di: Cleveland, Chicago e San Francisco. Ha suonato con direttori del calibro di Christoph Eschenbach, Iván Fischer, Alan Gilbert, Bernard Haitink, Jakub Hrůša, Pietari Inkinen, Neeme Järvi, Dmitrij Kitajenko, Sir Neville Marriner, Jun Märkl, Andris Nelsons, Gianandrea Noseda, Kurt Masur e anche con Sakari Oramo, Vasily Petrenko, Sir André Previn, Michael Sanderling, Jukka-Pekka Saraste e Krzysztof Urbański. Daniel Muller-Schott è inoltre ospite di moltissimi importanti festival internazionali, come i BBC Proms a Londra, Schleswig-Holstein, Rheingau, Schwetzingen, Schubertiade, Heidelberger Frühling, il Festival di Vancouver e i festival di Tanglewood, Ravinia e dell’Hollywood Bowl a Los Angeles. Oltre ad avere in repertorio i grandi capolavori per violoncello, Daniel Müller-Schott presta molta attenzione alla musica contemporanea, nell'intento di arricchire il repertorio per lo strumento; André Previn e Peter Ruzicka hanno dedicato a lui i loro Concerti per Violoncello. I momenti salienti durante la stagione 2013/14 sono stati i concerti con la New York Philharmonic e la Boston Symphony Orchestra con Charles Dutoit, la prima esecuzione americana del Concerto per violoncello e eorchestra di André Previn, i concerti con l'Orchestra Filarmonica di Monaco di Baviera e Lorin Maazel, una tournée con la Budapest Festival Orchestra e Iván Fischer,i concerti inaugurali della CBSO Birmingham con Andris Nelsons. Müller-Schott ha inaugurato il 2014 suonando il Concerto per violoncello e orchestra di Dvořák coi Berliner Philharmoniker e lo ha proseguito con i concerti con la Staatskapelle Weimar, la Dresden Philharmonic Orchestra e con l'Ensemble L’Arte del Mondo. Per quanto riguarda l’attività cameristica, Müller-Schott suona regolarmente con Baiba Skride e Xavier de Maistre, Viviane Hagner e Jonathan Gilad e in duo con il pianista Simon Trpčeski. Nato a Monaco di Baviera nel 1976, Daniel Müller-Schott ha studiato con Walter Nothas, Heinrich Schiff e Steven Isserlis; ha beneficiato del supporto personale e della sponsorizzazione di Anne-Sophie Mutter, dalla cui Fondazione ha ottenuto una borsa di studio. Nel 1992, all’età di 15 anni, fece sensazione vincendo il Primo Premio al Concorso Tchaikovsky di Mosca. Daniel Müller-Schott suona il violoncello Ex Shapiro di Matteo Goffriller, costruito a Venezia nel 1727.

 

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali

 

27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokov’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.

 



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