TEATRO DAL VERME
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MARTEDÌ 08 FEBBRAIO 2022
ATTENZIONE AI CANALI DI VENDITA NON AUTORIZZATI

I Pomeriggi Musicali, gestori del Teatro Dal Verme, ribadiscono che i seguenti siti: www.seatwave.it, www.mywayticket.it, www.worldticketshop.it, www.viagogo.it, non sono autorizzati alla vendita dei biglietti per gli spettacoli in programma presso il Teatro Dal Verme. Sulle pagine evento dei singoli spettacoli sul sito del Teatro Dal Verme è presente la sezione BIGLIETTERIA con l'indicazione del circuito di vendita ufficiale e il tasto di collegamento ad esso.

 

NESSUN CANALE - DIVERSO DA QUELLO INDICATO SULLE PAGINE EVENTO DEL SITO WWW.IPOMERIGGI.IT - RISULTA AUTORIZZATO ALLA VENDITA DEI BIGLIETTI PER GLI SPETTACOLI IN SCENA AL TEATRO DAL VERME.

MARTEDÌ 16 MARZO 2021
23/03/2021: The Very Best of John Williams Live in Concert
VENERDÌ 15 GENNAIO 2021
22/01/2021: The Legend of Morricone

Tributo alle grandi musiche e agli straordinari capolavori del Maestro Ennio Morricone, uno dei più grandi compositori musicali, riarrangiati e proposti in un concerto teatrale di grande impatto emotivo dall'Ensemble Symphony Orchestra. Annunciata una nuova data a Milano nel 2021.

VENERDÌ 15 GENNAIO 2021
22/01/2021: The Legend of Morricone

Tributo alle grandi musiche e agli straordinari capolavori del Maestro Ennio Morricone, uno dei più grandi compositori musicali, riarrangiati e proposti in un concerto teatrale di grande impatto emotivo dall'Ensemble Symphony Orchestra. Annunciata una nuova data a Milano nel 2021.

VENERDÌ 27 NOVEMBRE 2020
4-19/12/20: Ludovico Einaudi

Ludovico Einaudi ritorna a Milano per il consueto appuntamento dicembrino al Teatro Dal Verme.

VENERDÌ 06 NOVEMBRE 2020
13/11/2020: Bohemian Symphony

The Queen Orchestra.

Le più grandi hit dei Queen interpretate da un ensemble di 30 artisti. Un narratore, quattro cantanti, una Rock Band, un’Orchestra Sinfonica per ripercorrere tre decadi di capolavori della musica rock.

VENERDÌ 30 OTTOBRE 2020
06/11/2020: José Gonzalez

Tre appuntamenti porteranno Gonzàlez in concerto in Italia e vedranno lo straordinario artista esibirsi in solo, tra i brani dei precedenti album solisti e il materiale inedito contenuto nel nuovo album di prossima pubblicazione!

DOMENICA 18 OTTOBRE 2020
25/10/2020: Big One

The Voice and Sound Of Pink Floyd – European Tour 2019 - 2020.

I Big One, definiti dalla stampa e critica internazionale come la miglior tribute band europea dei Pink Floyd, nascono nella loro formazione attuale a Verona, nel 2005. Reduci dal recente The Division Bell Tour, che ha consolidato in Italia e all'estero il loro successo, e con un nuovo tour europeo in arrivo che li porterà ad esibirsi in diverse città olandesi e del Nord Europa, i Big One torneranno nei migliori teatri italiani con il nuovo concerto evento A Saucerful of Secrets Songs Tour. 

LUNEDÌ 03 AGOSTO 2020
Teatro Dal Verme - Chiusura estiva

Il Teatro Dal Verme è chiuso per il riposo estivo. Gli Uffici riapriranno lunedì 31 agosto 2020. Il botteghino riaprirà martedì 1 settembre 2020. Sono attivi i servizi di biglietteria online su www.ticketone.it

GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2020
Aperta la Campagna Abbonamenti alla 76a Stagione Sinfonica dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali

Europa, volti di una tradizione
Al Teatro Dal Verme 23 settimane di programmazione da ottobre 2020 a maggio 2021
Inaugurazione l’8 e il 10 ottobre con Beethoven diretto da James Feddeck e il pianista Marc-André Hamelin
Tre prime assolute di Marco Tutino, Alberto Cara e Attilio Foresta Martin


Si guarda avanti con ottimismo e fiducia, e soprattutto con il sostegno del pubblico che sin dalla riapertura del 15 giugno scorso frequenta la stagione estiva, desideroso di ricominciare ad ascoltare la musica dal vivo.
Così la Fondazione I Pomeriggi Musicali di Milano presenta la 76a Stagione concertistica 2020/2021, preparata dal direttore artistico Maurizio Salerno: una programmazione lungo ventitré settimane da ottobre 2020 a maggio 2021, in cui – com’è nella tradizione dell’Orchestra milanese – si alterneranno sul podio e fra i solisti nomi celebri del concertismo internazionale, giovani emergenti da scoprire e programmi che accanto al più consolidato repertorio offrono al pubblico inusuali occasioni di riscoperte e novità contemporanee.

«Prosegue, con la 76ma stagione dei Pomeriggi Musicali, l’excursus attraverso i volti di quella che amiamo considerare un’unica, seppure composita e plurale, tradizione musicale Europea – afferma il direttore generale e artistico Maurizio Salerno –. La sua storia “unitaria” antecede ogni successiva aspirazione culturale e politica europeista. Per dirla con Hegel, se la filosofia è come la civetta, uccello sacro a Minerva ed emblema di saggezza, che spicca il volo al crepuscolo quando i destini della storia si sono ormai compiuti, la musica è l’araldo che annuncia e anticipa l’alba di questi destini: il repertorio europeo ne è un buon esempio, a condizione di riconoscerne la molteplicità, le differenze, le peculiarità espressive, le identità. Nel 2021 ricorre il 50° della morte di Stravinsky: la nostra commemorazione musicale comprende tre gemme della fase “neoclassica”, Pulcinella, Dumbarton Oaks e le Danses Concertantes. La stella polare resta il repertorio classico (Mozart e Beethoven ma anche la Creazione di Haydn) e romantico (Mendelssohn), unito alla presentazione di tre prime assolute (commissionate a Marco Tutino, ad Alberto Cara e ad Attilio Foresta Martin)».

Inaugurazione l’8 e 10 ottobre col Concerto n. 5 “Imperatore” e la Sinfonia n. 7 di Beethoven dirette da James Feddeck, musicista newyorkese vincitore del premio Solti, che torna al Dal Verme dopo la Nona che ha aperto la scorsa stagione per diversi appuntamenti; al pianoforte Marc-André Hamelin, fra i maggiori pianisti del nostro tempo.
La Stagione quindi si dipana nella successione dei vari concerti settimanali attraverso percorsi sonori che hanno in Beethoven, Händel e Mozart i “padri nobili”, affidati a bacchette di assoluto rilievo del panorama internazionale fra i quali Stefano Montanari (15 e 17 ottobre), Fabio Biondi (direttore e violinista il 29 e 31 ottobre), George Pehlivanian (21 e 23 ottobre – 15 e 17 aprile), Louis Lortie (18 e 20 febbraio), Diego Fasolis (25 e 27 marzo con la Creazione di Haydn), Alessandro Cadario (8 e 10 aprile – 13 e 15 maggio), Ottavio Dantone (22 e 24 aprile), Gabor Takacs-Nagy (6 e 8 maggio), Enrico Dindo (20 e 22 maggio).
L’omaggio a Stravinsky nel 2021 si apre con la prestigiosa bacchetta di Carlo Rizzi (14 e 16 gennaio) interprete delle Danses Concertantes e di Pulcinella insieme alla Sinfonia Classica di Prokof’ev.
Di pari valore l’avvicendarsi dei solisti chiamati a interpretare celebri pagine concertistiche che fanno assaporare la vitalità e la presenza del medesimo soffio cosmopolita nell’Europa musicale d’oggi: fra loro il violoncellista Daniel Müller-Schott (concerto di Saint-Säens il 5 e 7 novembre), il sassofonista Federico Mondelci (per un programma sul novecento storico), due virtuosi dell’archetto di scuola russa come Pavel Berman (28 e 30 gennaio con Strauss) e Sergej Krylov (4 e 6 marzo, tutto Mandelssohn), il primo clarinetto dei Pomeriggi Marco Giani (25 e 27 febbraio con Mozart), il pianista Nicholas Angelich (11 e 13 marzo, Concerto n. 3 di Beethoven), due generazioni di violinisti italiani a confronto con il giovanissimo Giuseppe Gibboni (8 e 10 aprile con Čajkovskij) e Marco Rizzi (15 e 17 aprile con Schumann).
Tre saranno le prime assolute, costante della programmazione annuale: la Sinfonia commissionata a Marco Tutino dai Pomeriggi Musicali, affidata alla bacchetta di James Feddeck (18 e 20 marzo), e Maillon de la Cadène di Attilio Foresta Martin, brano vincitore del primo premio del concorso di composizione dei Pomeriggi Musicali, e un brano di Alberto Cara.
Il 20 dicembre, fuori abbonamento, concerto di Natale con i Valzer di Strauss diretti dal giovane Alessandro Bonato.

I concerti sono programmati come sempre il giovedì alle ore 20 e il sabato alle ore 17 al Teatro Dal Verme.
Parte subito la campagna di rinnovo e vendita degli abbonamenti.

Qui trovi il calendario completo


Floriana Tessitore
Ufficio stampa I Pomeriggi Musicali

GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2020
Mito SettembreMusica 2020 - Spiriti

Fra sacro e profano, il tema della quattordicesima edizione declinato in oltre 80 concerti nelle sale torinesi e milanesi. Un festival “tutto italiano” che si apre con l'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Daniele Rustioni, insieme alla violinista Francesca Dego, e si chiude con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Sesto Quatrini, con il pianista Giuseppe Albanese. Tra gli altri ospiti, i direttori d'orchestra Ottavio Dantone, Michele Mariotti e Alessandro Cadario;i violoncellisti Mario Brunello, Enrico Dindo e Giovanni Sollima; i pianisti Andrea Lucchesini, Benedetto Lupo, Emanuele Arciuli, Filippo Gamba, Davide Cabassi, Filippo Gorini, Bruno Canino e Antonio Ballista.In cartellone: 5 prime esecuzioni assolute, tra cui una nuova commissione del festival.

Per la prima volta Radio3 trasmette tutti i concerti serali in diretta o differita

Torino – Milano, dal 4 al 19 settembre 2020

«Ci eravamo abituati a salutare il ritorno di MITO SettembreMusica come segno della ripresa delle attività musicali di Torino e Milano al termine dell'estate – dicono i Sindaci di Torino e Milano Chiara Appendino e Giuseppe Sala – . Un modo tutto particolare per riempire di suoni e di idee la vita delle due città, che da tempo condividono quest'avventura. Nel 2020 che stiamo vivendo, la ripresa di MITO prende un significato ancora più forte: fare di nuovo musica per tornare a vivere, superando le difficoltà. MITO ha scelto di resistere e di esistere, trasformando i vincoli in sfide, sapendo di essere un festival fortemente simbolico per la qualità della proposta artistica e per la sua storia popolare, seguito e amato dagli abitanti e dai frequentatori delle due città, oltre che parte dell’immagine internazionale di Torino e di Milano».

 

S'intitola “Spiriti” la quattordicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, che si svolgerà a Torino e a Milano dal 4 al 19 settembre 2020 in una versione rimodulata e ripensata “in corsa” a seguito delle nuove regole dettate dalla pandemia, che conserva, però, la sua fisionomia e l'identità ormai consolidata. Gli oltre 80 concerti eseguiti nelle due città dureranno un’ora, si terranno al chiuso senza intervallo nel pieno rispetto delle misure di sicurezza, e avranno tra le sedi di riferimento il Teatro Regio e il Conservatorio a Torino e il Teatro Dal Verme a Milano. Nel capoluogo piemontese i principali concerti serali saranno replicati e proposti sia alle 20.00 sia alle 22.30, per consentire un più ampio accesso di pubblico; mentre in quello lombardo, dove la possibilità di afflusso del pubblico è maggiore in seguito all'ordinanza della Regione, manterranno l'orario unico delle 21.00. Gli appuntamenti pomeridiani si terranno alle 16.00 a Torino e alle 16.30 a Milano, mentre i concerti serali nel territorio metropolitano inizieranno alle 21 in entrambe le città. I prezzi dei biglietti quest'anno saranno ancora più contenuti e accessibili: quelli per i concerti serali costano 10 euro (ma chi è nato dal 2006 in poi paga solo 5 euro), quelli per i concerti pomeridiani e per i bambini 5 euro, mentre quelli per i concerti serali diffusi nel territorio metropolitano 3 euro.

 

Gli appuntamenti presenteranno programmi originali costruiti appositamente attorno al nuovo tema: uno sforzo creativo effettuato anche sulla base della quantità di musicisti che possono esibirsi insieme sul palcoscenico rispettando i protocolli sanitari. Saranno programmi ricchi di musica sacra e di pagine riferibili a una dimensione spirituale dell’esistere. Tra le ulteriori novità principali di questa edizione, la presenza di interpreti tutti italiani, con un occhio di riguardo per le forze che sono espressione dei territori piemontese e lombardo, che permetterà di ascoltare le nostre eccellenze nazionali. Non mancheranno, poi, le brevi introduzioni ai concerti, ormai cifra stilistica del festival, curate da Stefano Catucci e Carlo Pavese a Torino e da Enrico Correggia, Luigi Marzola e Gaia Varon a Milano.

 

«Sono diversi i territori entro i quali la musica ci mette in relazione con lo spirito – dice il Direttore artistico Nicola Campogrande – ed è a questi che MITO quest’anno si dedica, declinando un tema, scelto molto prima dello scoppio della pandemia, che è diventato, in modo drammatico, ancora più attuale. Certo, sarà un’edizione speciale del festival, e per la prima volta, eccezionalmente, non ospiteremo artisti stranieri: i vincoli negli spostamenti internazionali, durante i mesi di costruzione del cartellone, si sono fatti sentire; nel contempo, l’idea di dar vita a un MITO tutto italiano, in modo straordinario, ci ha consentito di valorizzare ancora di più i talenti del Paese e delle nostre due città, colpiti con la durezza che conosciamo. Date le limitazioni di organico imposte, il suono che avranno i concerti sarà nuovo, inedito, forse bizzarro, e l’energia degli interpreti coinvolti si diffonderà in modo speciale. A loro ci affideremo, perché tengano viva la fiammella e ci preparino al ritorno delle grandi formazioni, delle orchestre, dei cori che cantano gomito a gomito. Sarà un’edizione che permetterà al pubblico di accorgersi di quanto la musica ci unisce: seduti davanti a un pianista o a un’orchestra da camera, impegnati nell’ascolto di musica del passato o di brani appena composti, i cento centimetri che ci separeranno dalle teste dei nostri vicini diventeranno poca cosa. E, una volta di più, potremo specchiare tutti insieme le nostre emozioni in Mozart o in Čajkovskij, in Schumann o in Stravinskij, e guardare, con ottimismo, al futuro».

 

«Il festival, possiamo dirlo con piacere e orgoglio – dice la Presidente Anna Gastel – va in scena, pur con tutte le prescrizioni e attenzioni dovute, e non si rinuncerà ai concerti nei quartieri e nei teatri decentrati né all’attenzione nei confronti dei più piccoli, con eventi a loro dedicati. Il costo dei biglietti, ulteriormente ridotto, è un altro segno dell’attenzione al delicato periodo economico e all’impegno di far partecipare proprio tutti a questo momento di rinascita spirituale».

 

La serata d’apertura, venerdì 4 settembre al Teatro Regio di Torino e sabato 5 settembre al Teatro Dal Verme di Milano, è affidata all' Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi guidata da Daniele Rustioni, con la violinista Francesca Dego. Il concerto, intitolato “Futuro”, introduce il tema del festival nella chiave della dimensione spirituale che rivive nella memoria degli affetti con Souvenir d’un lieu cher op. 42 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, proposto nella trascrizione per orchestra d’archi di Alexandru Lascae, nella serenità dipinta da Antonín Dvořák nella Serenata in mi maggiore per archi op. 22 e nei pellegrini che guardano al futuro di Pilgrims per orchestra d’archi di Ned Rorem, decano dei compositori statunitensi, in prima esecuzione italiana.

 

MITO continua il suo impegno in favore della musica nuova, presentando cinque prime esecuzioni assolute. Tre di queste saranno composizioni originali: Spiriti sospesi, teatro spiritoso su sei corde per chitarra di Maurizio PisatiSong da Acqua profonda per violoncello di Giovanni Sollima, che ne sarà anche l’interprete, e Concerto grosso nello spirito di Corelli di Federico Maria Sardelli, che lo eseguirà con il suo ensemble. Due di queste proseguono invece la grande storia della trascrizione: si tratta delle musiche di Jean-Philippe Rameau elaborate su commissione di MITO per clavicembalo, flauti e percussioni dal compositore e clavicembalista Ruggero Laganà (presente anche fra gli interpreti) per il nuovo spettacolo in prima nazionale intitolato “TOCCARE, the White Dance”, creato dalla coreografa Cristina Kristal Rizzo e co-prodotto con TorinoDanza MilanoOltre, e della versione per pianoforte e orchestra d’archi di un capolavoro amatissimo di Fryderyk Chopin, la Grande Polonaise brillante op. 22 précédée d’un Andante spianato, realizzata da Federico Gon.

 

Per questioni di sicurezza, MITO rinuncerà per quest’anno alla consueta parata di orchestre di grande dimensione. Per le stesse ragioni, il festival 2020 non contemplerà MITO Open Singing, che aveva avuto come guida il Coro Giovanile Italiano, comunque presente in questa nuova edizione con il concerto intitolato “Rinascere”. Altre sette formazioni vocali e diversi cantanti solisti contribuiranno a non far sentire la mancanza della “voce”.

 

Tra le compagini strumentali e corali – presenti nelle configurazioni più diverse – figurano anzitutto quelli delle due città e delle due regioni: Torino e il Piemonte contribuiscono con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra del Teatro Regio, l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Academia Montis Regalis, il Fiarì Ensemble, l’Orchestra dell’Accademia del Santo Spirito, l’Accademia dei Solinghi, il Consort Maghini, i Piccoli Cantori di Torino, gli ensembles dei solisti dell'OSN Rai, del Regio e della Filarmonica, il Trio Debussy; da Milano e dalla Lombardia sono espressi invece l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, laBarocca, l’Orchestra dell’Università degli Studi di Milano, il Giardino Armonico di Giovanni Antonini, l’orchestra bergamasca Atalanta Fugiens, il Coro e Orchestra Ghislieri di Pavia, e i gruppi da camera della Verdi e dei Pomeriggi Musicali, segno concreto della collaborazione fra MITO e le istituzioni locali, fra le quali l’Associazione De Sono di Torino, rappresentata da alcuni dei suoi giovani strumentisti. Aggiungono interesse e garanzia di qualità altri complessi italiani: l’Odhecaton Ensemble, un gruppo poliedrico come il Brù di Krishna Nagaraja, il Modo Antiquo di Federico Maria Sardelli, il Venice Baroque Consort, il romano Libera Vox.

 

Tra i direttori spiccano le quattro giovani bacchette italiane più note su scala internazionale, ovvero quelle di Daniele RustioniMichele MariottiAlessandro CadarioSesto Quatrini, per la prima volta riunite in un solo cartellone. Significativa anche la presenza di un grande interprete come Ottavio Dantone.

Tra i solisti, specialmente importanti le presenze, in altrettanti recitals, dei tre più grandi violoncellisti italiani, Mario BrunelloEnrico Dindo e Giovanni Sollima, e dei pianisti Andrea LucchesiniBenedetto LupoEmanuele ArciuliFilippo GambaDavide Cabassi, Filippo Gorini, oltre al duo, prestigiosissimo e forte di una milizia di oltre mezzo secolo, formato da Bruno Canino e Antonio Ballista.

 

Il festival si chiuderà a Torino (Teatro Regio) il 18 e a Milano (Teatro Dal Verme) il 19 settembre con il concerto intitolato “Cinema”, eseguito dall’Orchestra del Teatro Regio diretta da Sesto Quatrini, con Giuseppe Albanese al pianoforte e Sandro Angotti alla tromba. Al centro le pagine di musica classica prese a prestito dal grande schermo: ed ecco che si potrà ascoltare la Danza ungherese n. 5 di Johannes Brahms presente nel film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin (1940), il Notturno dal Quartetto per archi n. 2 in re maggiore di Alexander Borodin inserito nella colonna sonora di “007 - Zona pericolo” di John Glen (1987), Souvenir de Florence op. 70 di Pëtr Il’ič Čajkovskij che si ode in “40.000 dollari per non morire” di Karel Reisz (1974) e ancora il Concerto per pianoforte n. 1 in do minore op. 35 di Dmítrij Šostakovič con accompagnamento di orchestra d'archi e tromba.

 

Un’edizione di MITO, dunque, ricca, non rinunciataria, ambiziosa. Il valore artistico della programmazione del festival è sottolineato, inoltre, dalla scelta inedita di Radio3 di trasmettere tutti i principali concerti serali, la maggior parte in diretta, moltiplicando così il numero degli ascoltatori anche al di fuori delle sale.

 

MITO SettembreMusica, che gode del contributo del Ministero per i beni e le attività culturali, è realizzato da Fondazione per la Cultura Torino I Pomeriggi Musicali di Milano, grazie all’impegno economico delle due Città, all’indispensabile partnership con Intesa Sanpaolo – attuata sin dalla prima edizione –, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor IrenPirelliFondazione Fiera Milano e al contributo di Fondazione CRT.

«Intesa Sanpaolo rinnova il sostegno a MITO Settembre Musica. Non solo, ieri abbiamo annunciato un accordo per il rilancio del settore della cultura e dello spettacolo dal vivo che mette a disposizione 25 milioni di euro di credito impact per sostenere un mondo in grande sofferenza e per il quale è tuttora incerto come possa avvenire la piena ripresa dell'attività. È una straordinaria leva di rilancio che aiuterà il comparto della musica – di cui oggi parliamo –, così come il teatro, la cultura. Al sostegno di iniziative come MITO affianchiamo quindi anche misure di crescita per una maggiore sostenibilità del settore nel suo complesso», ha commentato Fabrizio Paschina, Responsabile Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo, in occasione della conferenza stampa MITO Settembre Musica di cui la Banca è Partner anche per l’edizione 2020, presentata oggi.

 

La Rai si conferma Main Media Partner del festival anche per la presente edizione, con Rai Radio 3 e Rai Cultura. È rinnovata la strategica Media Partnership con il quotidiano La Stampa e con la Radiotelevisione svizzera – Rete Due.


Qui il calendario degli eventi

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